Slow Food per il terremoto

 

Giulio Petronio, Presidio canestrato di Castel del Monte

Giulio Petronio, Presidio canestrato di Castel del Monte

Nell’ambito della settima edizione di Cheese, si è svolta la conferenza stampa di Slow Food Abruzzo per fare il punto sulla situazione del comparto agroalimentare locale, pressoché fermo dai terribili giorni del terremoto. Hanno partecipato Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, Silvia De Paulis, agronoma del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Giulio Petronio, referente dei produttori del Presidio Slow Food del formaggio canestrato di Castel del Monte, e Raffaele Cavallo, presidente di Slow Food Abruzzo.
Burdese ha ricordato come Slow Food si sia attivata immediatamente dopo il cataclisma per creare iniziative che costituissero un aiuto concreto. Innanzitutto i gruppi solidali, promossi attraverso le condotte Slow Food di tutta Italia, per l’acquisto delle eccedenze dei produttori dei tre Presìdi aquilani (oltre al canestrato, le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio e le mortadelle di Campotosto) e delle locali comunità del cibo. A questo è seguito il progetto degli orti organizzati in dieci diverse tendopoli utile a «ricreare un rapporto con la terra, nuovamente madre e non più matrigna».
Silvia De Paulis ha sottolineato quanto ancora la situazione sia drammatica, con tantissima gente senza casa e più di un migliaio di attività commerciali ferme da mesi: «La Protezione Civile ha fatto un ottimo lavoro, la solidarietà degli italiani è stata straordinaria, ma il fatto che anche i rappresentanti di Comuni e Regioni siano stati colpiti dal terremoto ha complicato sicuramente gli interventi istituzionali».
Per Giulio Petronio, la zootecnia locale, già in difficoltà per colpa della concorrenza di prodotti di prezzo e qualità inferiore, ha ricevuto il colpo di grazia con il terremoto: «I tempi della burocrazia istituzionale sono molto lenti e io non ho una fabbrica, non posso mettere le pecore in cassa integrazione in attesa di tempi migliori. Per questo, l’intervento di Slow Food è stata una vera manna dal cielo».
Raffaele Cavallo ha ricordato anche altre iniziative che si sono affiancate a quelle di Slow Food, come la promozione dei prodotti alimentari abruzzesi da parte di Eataly e Unicoop. Ha inoltre annunciato un imminente accordo di filiera diretta tra i produttori della provincia aquilana e alcuni locali recensiti dalla guida Osterie d’Italia per l’acquisto di alcune materie prime».
Il progetto più importante, quello che potrebbe far ripartire con decisione l’economia locale, sarà il mercato contadino a L’Aquila: il presidente di Slow Food Italia ha annunciato che la progettazione partirà questo autunno e, se tutto andrà nei tempi previsti, il mercato vedrà la luce in primavera.

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